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CULTURA E TURISMO

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Il clima

Il territorio Gairese si estende dalle propaggini del Gennargentu, la più alta catena montuosa della Sardegna la cui cima più elevata arriva ai 1.834 m, fino alla costa, bagnata dal mar Tirreno.

Questa particolare configura-zione geografica e morfologica comporta la presenza di svariati microclimi rendono la classificazione climatica unitaria estremamente audace. In generale il clima e mediterraneo con un'estate calda ed arida ed una stagione invernale fredda e “solitamente” umida.

“Solitamente” perché da qualche tempo a questa parte la diminuzione delle precipitazioni medie invernali sta diventando un problema di non poco conto che colpisce tutta la Sardegna.
La piovosità media annua si aggira, nella stazione di Gairo Taquisara i fra i 750 e 1.000 mm, quindi non è scarsa in senso assoluto.

Il clima

Valle del Pardu (Foto Virgilio Piras)

Essa, infatti, tende a concentrarsi per il 75%, ed oltre, nel periodo autunno - inverno, mentre solo il 25% e, non di raro, anche meno si concentra nelle rimanenti stagioni. Quindi, anche i corsi d'acqua presenti sul suo territorio risentono di questa notevole altalenanza delle precipitazioni tant'è vero che sono classificati come corsi d'acqua a regime torrentizio, con ricchezza di portata durante il periodo autunno - inverno e siccitosi durante quello estivo.

Le temperature raggiungono le punte massime, anche di 37° C e oltre, nei mesi di luglio ed agosto, ma non di rado anche i mesi di giugno e di settembre sono molto caldi, anche se non ai livelli di luglio ed agosto. Quelle minime, che si aggirano anche attorno allo zero o poco al di sotto, invece, si possono raggiungere nei mesi fra dicembre a febbraio, raramente accompagnate da consistenti nevicate.

La coltre bianca non regge a lungo oltre che presso le punte più alte e più fredde dove la permanenza può arrivare fino a Febbraio - metà marzo, salvo eventi eccezionali che creano qualche disaggio alle genti locali.
I venti dominanti sono Ponente, che spira da Ovest ed il Maestrale che spira da Nord-Ovest, quest'ultimo con particolare frequenza ed intensità (con punte di 90 - 100 km/h).
La particolare situazione climatica costringeva in passato, come in gran parte ancora oggi, alla transumanza dei greggi che nel periodo estivo abitano la montagna mentre nei mesi invernali scendono nelle zone più vicine al mare.

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